Casatori dei Murales

Immagine articolo "Casatori dei Murales"

Da un'idea del Comitato Civico "Amici di Gigi Longobardi" è nata "Casatori dei Murales", con lo scopo di comunicare e diffondere, attraverso l'arte murale, una migliore qualità della vita e rilanciare il recupero del centro storico. L'intento ulteriore è anche quello di raccontare la storia, l'identità e le tradizioni del paese e più in generale dell'intero territorio dell'Agro Nocerino-Sarnese.

Per arrivare: dall'autostrada A-30, Caserta-Salerno, si esce a Nocera-Pagani e dall'autostrada A-3, Salerno-Reggio Calabria, si esce a Nocera Inferiore. Si procede poi per San Valentino Torio e Casatori.

Patrimonio ambientale

Casatori, frazione di San Valentino Torio, cuore dell'Agro Nocerino-Sarnese, è un piccolo borgo che si trova a nord della Provincia di Salerno, da cui dista poco più di 20 Km. Le fanno da corona i Monti Lattari, i Monti Picentini e l'imponente mole del Vesuvio.

Il terreno è fertile, ricco di materiali alluvionali e di apporti di natura piroclastica provenienti dall'attività vulcanica, e ben si presta all’agricoltura e soprattutto alla coltivazione del pomodoro "San Marzano d.o.p.", cui Casatori deve fama e fortuna.

Patrimonio culturale

L'area di San Valentino Torio, grazie alla fertilità del territorio, è stata abitata fin dalla preistoria: ne sono testimonianza vari reperti archeologici risalenti alla civiltà etrusca, custoditi nel "Museo della Valle del fiume Sarno" e una necropoli dell'età del ferro. Vi si possono ammirare: la Parrocchia di San Giacomo Maggiore Apostolo, che custodisce opere di Andrea Sabatino, contemporaneo di Giotto e di Marco Pino, discepolo di Michelangelo; la chiesa della Consolazione, recentemente restaurata, che conserva il campanile romanico, alcuni affreschi e la settecentesca e pregiata omonima statua della Madonna; il Palazzo Formosa e la Cappella dei signori Capece-Minutolo, dedicata al Santo Patrono "Valentino".

La frazione "Casatori" era conosciuta in epoca romana con il nome di Thora: subì saccheggio e distruzione dai gladiatori di Spartaco. L'odierno centro storico, con i suoi vicoli e i suoi cortili aventi in comune forno e pozzo, è caratterizzato da abitazioni di tipo rurale risalenti al secolo scorso. Nel 1430 fu voluta, dal Signore Nannolo Capece-Minutolo, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, recentemente riportata ad antico splendore.

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