La storia
La Valle del Sarno comprende l'area geografica che si estende dalle pendici del vulcano Somma-Vesuvio ai monti Lattari a Sud-Est, fino alle estreme propaggini dell'Appennino ad Oriente. Nell'estesa pianura l'antropizzazione è stata favorita fin dai primordi dalla presenza del bacino fluviale del Sarno, dall'elevata feracità del suolo, da una propizia esposizione climatica, dall'enorme e continua disponibilità idrica. Purtroppo, però, concause di varia natura (eruzioni vulcaniche, catastrofi alluvionali con fenomeni anche fangosi, trasformazioni biodemografiche radicali, culturali e sociali) non permettono attualmente di leggere i segni degli abitatori primordiali, dal IV millennio a. C. in poi, durante la fase media e finale dell'Età Neolitica.
L'Agro Nocerino Sarnese ha restituito, infatti, materiali prevalentemente litici, che non consentono di redarre un quadro preciso degli stanziamenti. A partire dal IX secolo a. C. la presenza di gentes italiche nella vallata diventa più massiccia e già definita, soprattutto nella parte alta su cui insistono i comuni moderni di S. Marzano, San Valentino Torio e Striano.
Nel corso degli ultimi decenni, infatti, sono state acquisite migliaia di deposizioni funerarie riconducibili alla cultura delle "tombe a fossa", che hanno chiarito alcune dinamiche sociali e di aggregazione anteriori alla formazione ed alla nascita di Nuceria Alfaterna e Pompeios.
Nell'VIII secolo a. C., poi, si registrano i contatti con i Greci, da poco trapiantati lungo la costa campana. In breve tempo, essi intrecciano rapporti con gentes di origine etrusca, soprattutto tra la fine del VII secolo a. C. ed il VI a. C., quando, quasi improvvisamente, le necropoli della Valle del Sarno vengono abbandonate, sotto la spinta di altre istanze di politica territoriale e di trasformazioni sociali.
Un posto di primaria importanza in quest'epoca è occupato da Nuceria o Noukria. La cittadella fu ubicata all'imbocco della valle della Cavaiola, dove attualmente è Nocera Superiore, come attesta l'area urbana antica, racchiusa entro un'estensione di 120 ettari. La città fu fortificata fin dalle origini, ma non si conservano tracce di strutture anteriori al periodo in cui fu dominata da una classe egomonica sannitica, a partire dal IV secolo a. C..
Nel corso della I metà del II secolo a. C., quando Nuceria subì una ridefinizione architettonica, incominciarono ad essere edificati diversi monumenti, tra cui il teatro ellenistico-romano a Pareti. Recentemente, l'indagine archeologica ha permesso di portare alla luce altri dati importantissimi alla conoscenza del territorio dell'antica Nuceria, tra i quali la necropoli monumentale di Pizzone.
La testimonianza più affascinante dell'intera zona resta, però, il battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore, meglio conosciuto come La Rotonda.
- La nascita di Nuceria Alfaterna
I primordi della storia della Valle del Sarno sono stati caratterizzati da numerosi alluvioni ed eruzioni vulcaniche. Solo all'inizio del I millennio a.C. iniziò a profilarsi un quadro più articolato. Fu con l'arrivo dei protoitalici Sarrasti, intorno al '600 a. C., che furono fondate Nuceria e le altre città del territorio.
- Lo stato nocerino sotto i Sanniti ed i Romani
La vita dello stato nocerino scorse tranquilla fino alla fine del IV secolo a. C., quando, alleata dei Sanniti nella guerra contro Roma, fu costretta ad allearsi con l'Urbe, pur se mantenendo la propria autonomia. Quest'alleanza, però, costò a Nuceria un alto prezzo nella seconda guerra punica. Qualche anno dopo i Nocerini ottennero una sede provvisoria in Atella, e la comunità iniziò a prosperare. Nell'età imperiale, Nuceria fu un municipium.
- Dall'eruzione del 79 all'età normanno-sveva
L'eruzione del 79 provocò gravi danni al territorio, nel quale intanto penetrò il Cristianesimo, forse favorito dalla presenza di una comunità ebraica. Con la venuta dei Longobardi, nei primi anni del VII secolo, la città scomparve: i pochi abitanti rimasti si raccolsero in minuscoli villaggi, intorno ai resti delle mura. I secoli X ed XI furono caratterizzati da un'espansione. In età normanno-sveva il territorio nocerino fu diviso tra diversi piccoli signori, mentre nel '400 la città col suo feudo fu tenuta prima dai Latro e poi dagli Zurlo.
- Nocera dei Pagani
Nocera dei Pagani: una stirpe normanna che già teneva in feudo il castello di Corteimpiano dà il nome alla comunità. Nel 1521 iniziò la stirpe dei Carafa, con Tiberio, e prese il via una fase di espansione della città, che durò per tutto il secolo. Intanto, però, cominciarono i primi segni di crisi: le pestilenze, i disastri naturali, il brigantaggio, il fiscalismo spagnolo, i soprusi dei duchi, i costi intollerabili del mantenimento dei soldati di stanza o di passaggio. Nel XVIII secolo ebbe inizio la ripresa, ma solo nel '700 si registrò finalmente una attività culturale davvero fervida.
- Dal Decennio francese ai giorni nostri
La dominazione francese: i regni di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, la legislazione del Decennio francese, la fusione di Nocera S. Matteo e Nocera Corpo. Tra la fine dell’800 e l'inizio del '900, poi, la città cambiò volto. Lo sviluppo continuò nei primi decenni del XX secolo, ma le condizioni di vita rimasero precarie e peggiorarono dopo la crisi del '29. Il secolo scorso, purtroppo, è stato caratterizzato anche dai bombardamenti del settembre 1943, dal "miracolo economico italiano" e dal terremoto del 1980.
Fonte: Nocera Inferiore ed il suo comprensorio, Massa Editore.
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