Dal Decennio francese ai giorni nostri
I regni di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat segnarono una svolta storica: ebbe fine infatti la secolare unità del territorio, e a Nocera dei Pagani subentrarono ben cinque Comuni: Corbara, Sant'Egidio, Pagani, Nocera S. Matteo e Nocera Corpo. In questo periodo si accentuò il declino della vecchia oligarchia nobiliare e togata a favore di una nuova borghesia mercantile e professionale, peraltro saldamente ancorata al possesso fondiario.
La legislazione del Decennio francese rimase sostanzialmente integra anche dopo la Restaurazione e regolò la vita del regno fino al 1860. Nel 1834 Nocera S. Matteo e Nocera Corpo si unirono in un solo comune, Nocera, per ovviare agli inconvenienti che derivavano dalla separazione. Già nel 1850, però, gli abitanti dei villaggi superiori ottennero una nuova divisione, adducendo che l'unità li danneggiava. Nacquerò così dal 1 gennaio 1851 gli attuali due comuni nocerini.
Tra la fine dell';800 e l'inizio del '900 la città cambiò volto. I casali fino ad allora separati da larghe fasce di campagna e più compatti solo lungo le due strade del Corso e del Borgo cominciarono ad essere collegati da strade moderne, lungo cui si addensavano le nuove edificazioni.
Lo sviluppo continuò nei primi decenni del XX secolo, in un clima di contrasti politici e sociali assai vivace. La crescita economica e demografica continuò anche durante il ventennio, ma le condizioni di vita del popolino rimasero precarie e peggiorarono dopo la crisi del '29.
Alla fine del conflitto Nocera si ritrovò con una serie di gravi problemi da risolvere, sia ereditati dal passato sia causati dagli eventi bellici. Buona parte delle abitazioni civili, delle strutture pubbliche e degli stabilimenti industriali era stata distrutta o gravemente danneggiata dai bombardamenti del settembre 1943 e poi dall'eruzione vesuviana del marzo seguente.
Le condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano molti cittadini erano precarie, le scuole funzionanti del tutto insufficienti, la disoccupazione e il lavoro precario erano all'ordine del giorno per le masse. La ricostruzione fu lenta e potè dirsi completata solo alla fine degli anni '50 con l'inizio del cosiddetto "miracolo economico" italiano, che vide una grande espansione dell'industria conserviera e di quelle collegate. Le tensioni sociali risultavano così attenuate sia dall'espansione del terziario sia dalla forte emigrazione verso il Nord Italia, la Germania e la Svizzera.
Il terremoto del 23 novembre 1980, che causò 35 morti e danneggiò gravemente soprattutto l'edilizia abitativa, aprì ferite insanabili, e fu aggravato dall'emergere prepotente di una delinquenza organizzata che non fu sempre contrastata con la doverosa energia e convinzione.
In queste condizioni, l'istituzione di un tribunale a Nocera, oltre ad essere un riconoscimento del ruolo della città, è apparsa come una risposta dello Stato all'emergenza di ordine pubblico. In questo scenario si sono mosse le diverse amministrazioni che si sono susseguite, ed oggi finalmente vi sono segni positivi di ripresa, un rapporto con i cittadini più diretto e trasparente.
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