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Cos'è il SUAP
Sportello Unico per le Attività produttive
L'istituzione dello Sportello Unico, prevista dal Decreto Legislativo 31 Marzo 1998, n.112, e di fatto introdotta dal D.P.R. 447/98, costituisce una innovazione significativa sia sul piano dell'organizzazione amministrativa che su quello della semplificazione procedimentale.
Lo Sportello Unico è infatti lo strumento attraverso il quale vengono unificate, in un solo procedimento, tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione, l'avvio, la modifica o la cessazione di imprese per la produzione di beni e servizi.
In questo modo, l'imprenditore, reale o aspirante, non dovrà più affrontare un percorso intricato tra enti o amministrazioni, ma troverà presso il Comune il suo unico interlocutore, che si occuperà di accentrare le procedure, acquisendo da tutti gli enti competenti le autorizzazioni necessarie e assicurando il rispetto dei tempi in linea con le esigenze dell'imprenditore.
L'articolo 25 del D. lgs. 112 ha dettato i criteri di attuazione dell'art. 20, c. 8, della Bassanini I, che costituiscono i criteri organizzativi di base per lo Sportello Unico:
- istituzione di una sola unità organizzativa (lo Sportello appunto) e di un solo responsabile del procedimento;
- trasparenza nelle procedure e apertura del procedimento alle osservazioni dei soggetti (associazioni) portatori di interessi diffusi;
- dovere dell'Amministrazione di eliminare in toto quanto realizzato dall'imprenditore nel caso di dichiarazioni divergenti dal vero;
- facoltà dell'amministrazione di indire una conferenza di servizi allo scopo di valutare una variante al piano regolatore nel caso il progetto vi contrasti, quando sussiste la confluenza tra interesse pubblico ad un equilibrato e ordinato uso del territorio e l'interesse privato;
- il collaudo degli impianti deve essere eseguito da soggetti professionali estranei rispetto all'impresa, che vi provvedono con il concorso dei tecnici dell'unità organizzativa, senza peraltro che questa procedura esoneri le amministrazioni dalle loro funzioni di vigilanza e controllo;
- previsione di due procedure (autocertificazione e procedura semplificata) per il rilascio dell'autorizzazione.
La Direttiva approvata dal Consiglio dei Ministri del 12 Maggio 2000 ha preso atto dello stato di attuazione della normativa sullo Sportello Unico e, basandosi sulle difficoltà emerse nel corso dei monitoraggi effettuati, ha previsto una serie di innovazioni regolamentari tese ad una ulteriore semplificazione legislativa e alla rimozione di ostacoli e resistenze.
Le modifiche al regolamento 447/98, approvate con D.P.R. 440/2000, recepiscono le indicazioni contenute nella Direttiva e, in particolare, prevedono in modo esplicito la nullità degli atti istruttori rilasciati da altre Amministrazioni una volta che sia stato attivato lo Sportello Unico, e l'obbligo, per le Amministrazioni cui sia presentata un'istanza, di trasmetterla allo Sportello competente, dandone comunicazione all'impresa.
Il SUAP nell'Agro Nocerino Sarnese
I 12 Comuni aderenti al Patto dell'Agro Nocerino Sarnese, il 24 maggio 1999 hanno sottoscritto un accordo di programma approvato con decreto del Presidente della Provincia di Salerno, attraverso il quale hanno espresso la volontà di esercitare in forma associata le funzioni dello Sportello Unico, affidandone la gestione al soggetto responsabile del Patto Territoriale: la Patto dell'Agro S.p.A.
Nel rispetto della legge sull'ordinamento delle autonomie locali, per la quale ai fini dello svolgimento in forma associata di funzioni e servizi occorre stipulare apposita convenzione, i Comuni dell'area Patto hanno stipulato una convenzione con la quale venivano ripartiti tra Patto e Comuni le reciproche funzioni per assicurare una migliore qualità del servizio e una gestione uniforme sull'intero territorio.
In particolare lo Sportello comprensoriale assumeva il compito di coordinamento amministrativo, supporto ai comuni, redazione di regolamenti e protocolli di intesa.
Il SUAP a San Valentino Torio
La cooperazione tra Sportello Unico Comunale e Sportello Comprensoriale gestito dalla Patto Territoriale dell'Agro S.p.A. è sempre stata molto intensa; il Comune di San Valentino Torio si è sempre rivolto alla Patto per richiedere di svolgere un esame preliminare delle domande volte alla realizzazione, ampliamento, cessazione, riattivazione e localizzazione di impianti produttivi.
Lo svolgimento di un'adeguata attività preistruttoria effettuata presso la Patto grazie ai rapporti istituzionali creati con 16 pubbliche amministrazioni per semplificare il livello di interlocuzione istituzionale ha consentito agli imprenditori di presentare le loro istanze complete sotto ogni profilo, e la possibilità per il Comune di respingere le istanze non conformi alla legge.
Le difficoltà di azione sono state legate all'utilizzo della nuova normativa che attribuisce allo sportello unico comunale tutte le funzioni amministrative relative agli impianti produttivi, quindi la presentazione di una singola pratica comporta per il responsabile comunale, la gestione di un procedimento complesso e articolato che ricomprende una serie di "sottoprocedimenti" a carico di altre amministrazioni.
La prima pratica presentata dal Comune di San Valentino Torio ha riguardato la realizzazione di un capannone da destinarsi ad attività artigianale (realizzazione mediante deformazione plastica e successiva saldatura di manufatti da lattoneria per uso edilizio e /o civile). L'esame dell'istanza ha avuto inizio nell'ottobre 2001 con 2 incontri tenutisi presso la Patto dell'Agro S.p.A. con il responsabile Suap comunale, il sindaco e l'assessore alle attività produttive; successivamente gli uffici della Patto hanno convocato il legale rappresentante della società prospettandogli le modifiche da apportare al progetto in modo da poter esperire le procedure previste dal D.P.R. 447/98 e s.m.i.
Il progetto si presentava in contrasto con lo strumento urbanistico vigente nel Comune di San Valentino Torio, il Programma di Fabbricazione vigente, infatti non prevedeva aree destinate all'insediamento di impianti produttivi ma appariva conforme al PRG adottato dal Consiglio Comunale; nasceva quindi la necessità di avviare un procedimento comportante la variante urbanistica.
Il Suap della Patto ha contattato tutte le Pubbliche amministrazioni interessate: il Servizio Comitato Tecnico Regionale per l'espressione dei pareri preventivi sulla variante urbanistica, l'ASl Sa 1, l'Ufficio Provinciale Ecologia, il Settore Urbanistica Provinciale, la Regione Campania, l'Autorità di Bacino del Sarno, l'Enel e la Terna S.p.A. in quanto il terreno in oggetto era attraversato da elettrodotto Enel linea A.T. 60 T.n.Kv.
La conferenza di servizi si è insediata il 28 gennaio e in tre incontri ha chiuso i lavori precisamente il 26 marzo 2002 esprimendo esito favorevole.
Tale determinazione ha costituito proposta di variante sulla quale si è pronunciato favorevolmente il Consiglio Comunale.
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